Prosegue ad Hong Kong la protesta contro Pechino e la legge che nel 2017 permetterebbe al governo centrale di pilotare le elezioni. In migliaia sono scesi in piazza per difendere la propria autonomia e per salvaguardare la democrazia. In agosto, infatti, Pechino ha vietato elezioni democratiche ed ha imposto regole ferree sulla designazione dei candidati, scatenando cosi la reazione, pacifica, degli abitanti della cosiddetta "cassaforte del mondo".
La città conquistata dalla Gran Bretagna nel 1841 durante la Guerra dell'Oppio, e tornata cinese soltanto nel 1997, adesso subisce gli effetti di un clima teso e caotico: la borsa apre e chiude con perdite molto gravi e il dollaro locale precipita ai minimi da sei mesi.
Intanto, l'Occidente si schiera a favore dei manifestanti e contro Pechino. Da una parte c'è la "rivoluzione degli ombrelli", cosi chiamata per i parapioggia utilizzati dalla gente per proteggersi da lacrimogeni e spray urticanti, dall'altra il governo centrale, il quale chiede a Stati Uniti e UE di non interferire.
Non sono più soltanto gli studenti a scendere nelle piazze e nelle strade, con loro anche la maggioranza della società civile: generazioni profondamente diverse, legate però dalla comune indignazione.
La città di Hong Kong ricopre un ruolo strategico fondamentale, non soltanto per l'economia cinese ma per quella del mondo intero. Facile immaginare, quindi, l'importanza della posta in palio.
Adesso, all'Occidente non rimane che aspettare di capire quale delle due parti cederà per prima.
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lunedì 29 settembre 2014
venerdì 28 febbraio 2014
ECONOMIA: La Cina svaluta lo yuan
Gli americani lanciano l'allarme: la Cina sta svalutando il renminbi (o yuan) e questo può avere un forte impatto sull'economia globale.
Iniziamo dal capire cosa sta succedendo in Cina.
Pechino sta affrontando da un pò di tempo un problema di competitività rispetto ad altri mercati emergenti. Questo deriva dal fatto che, come tutte le economie in forte crescita, gli stipendi dei lavoratori cinesi sono in netto rialzo rispetto ad altri paesi (Indonesia, Thailandia, Vietnam ad esempio).
Inoltre, dobbiamo far notare che il renminbi non ha subito il deprezzamento che invece hanno avuto altre valute.
Qualche giorno fa si è registrato un deprezzamento dello yuan dello 0,9% rispetto al dollaro americano. Tale deprezzamento rappresenta la svalutazione giornaliera maggiore dal 2008 ad oggi in Cina.
Cosa può comportare a livello globale questo cambio di tendenza dopo anni di lenta crescita?
Il deprezzamento dello yuan ha l'effetto primario di rendere più competitiva la Cina sul mercato, facilitare le esportazioni.
Il problema nasce nel momento in cui a Wall Street, imprese cinesi e hedge fund americani (fondi di investimento), danno per scontato che lo yuan possa soltanto crescere, investendo grandi capitali sulla tendenza al rialzo. L'inversione di tendenza del governo cinese può quindi creare scompiglio nei bilanci di imprese e fondi di investimento, generando cosi un effetto a catena che potrebbe portare ad una nuova crisi economica mondiale.
Iniziamo dal capire cosa sta succedendo in Cina.
| Il grafico mostra il livello dei salari in 4 diversi paesi asiatici. Dati al 31 Dicembre 2012 |
Inoltre, dobbiamo far notare che il renminbi non ha subito il deprezzamento che invece hanno avuto altre valute.
Qualche giorno fa si è registrato un deprezzamento dello yuan dello 0,9% rispetto al dollaro americano. Tale deprezzamento rappresenta la svalutazione giornaliera maggiore dal 2008 ad oggi in Cina.
Cosa può comportare a livello globale questo cambio di tendenza dopo anni di lenta crescita?
Il deprezzamento dello yuan ha l'effetto primario di rendere più competitiva la Cina sul mercato, facilitare le esportazioni.
Il problema nasce nel momento in cui a Wall Street, imprese cinesi e hedge fund americani (fondi di investimento), danno per scontato che lo yuan possa soltanto crescere, investendo grandi capitali sulla tendenza al rialzo. L'inversione di tendenza del governo cinese può quindi creare scompiglio nei bilanci di imprese e fondi di investimento, generando cosi un effetto a catena che potrebbe portare ad una nuova crisi economica mondiale.
Ubicazione:
Pechino, China
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