mercoledì 8 febbraio 2012

Il freddo polare invade l'Italia e l'intera Europa

Il clima è impazzito e l'Europa si trova costretta ad affrontare delle situazioni di emergenza come non si vedevano da molti anni. L'Italia, come del resto tutti i paesi del vecchio continente, è messa in ginocchio dalla neve e dal ghiaccio che hanno provocato non pochi problemi.
Nella Capitale, infatti, si sono registati in questi giorni rallentamenti nel trasporto pubblico, auto abbandonate per strada, in alcuni quartieri rifiuti non raccolti, treni dei pendolari con serie lacune e centinaia di feriti causa ghiaccio.
In tutto questo caos le istituzioni romane rispondono, come spesso accade in Italia, scaricando la responsabilità della mancanza di misure preventive su altri soggetti e cosi le povere persone in emergenza si trovano a dover far fronte ai problemi da sole, o quasi.
Stessi problemi e temperature ben al di sotto dello zero si riscontrano in molte altre regioni italiane, una su tutte l'Abruzzo, dove si registrano già 6 morti causa neve.
L'emergenza fa strage di morti anche in Europa dove si contano circa 250 vittime. Considerando soltanto l'Est Europa ci troviamo di fronte ad una sessantina di morti: 30 persone in Ucraina, dove la temperatura ha toccato i 33 gradi sotto lo zero; 15 vittime in Polonia; 8 persone sono morte in Romania, senza contare le centinaia di persone ricoverate in ospedale.
Ma perchè il freddo polare ha invaso l'Europa con tanta prepotenza?
Uno studio, condotto dall'Istituto Wegener dell'Associazione Helmholtz, è arrivato alla conclusione che la causa del freddo siberiano è da ricercare nel caldo torrido che d'estate colpisce l'Artico.
Lo scioglimento dei ghiacci artici, infatti, sarebbe la causa del grande freddo che in questi giorni colpisce il nostro continente: il grande caldo estivo scioglierebbe i ghiacci, che solitamente riflettono gran parte della luce solare che ricevono, rimandandola nell'atmosfera, e cosi l'Oceano verrebbe riscaldato molto più del normale; questo provocherebbe un riscaldamento eccessivo dell'aria, la quale, salendo, renderebbe instabile la colonna atmosferica alterando cosi la pressione e la circolazione dell'aria stessa. Le differenze di pressione tra le zone intorno all'Islanda e l'anticiclone delle Azzorre, cioè un'area di alta pressione di origine subtropicale oceanica, generalmente presente sull'Oceano Atlantico, condizionerebbero la scena metereologica dell'intero continente europeo; una differenza di pressione elevata porterebbe infatti sull'Europa aria calda e umida, mentre una differenza di pressione minore permetterebbe alle masse artiche di espandersi sul nostro continente, come sta avvenendo in questi giorni.
Avvenimenti che in passato erano considerati eccezionali oggi sono da ritenere possibili, e in ragione di questo, serve una politica che guardi in prospettiva, e non la solita soluzione per l'imminente senza preoccuparsi di ciò che verrà.
La natura sempre più spesso negli ultimi anni sembra voler dimostrare la sua forza, sembra voler sottolineare la sua voglia di ribellarsi ad un sistema, quello dell'uomo, che probabilmente è la causa dei mali della Terra. Non è più possibile continuare a sostenere una società consumistica e insensibile verso l'ambiente come quella che abbiamo oggi davanti agli occhi, perchè molto presto la natura potrebbe decidere di far pagare all'uomo un conto saluto per tutti i suoi atteggiamenti...e temo non basterebbe qualche spargisale.

mercoledì 16 novembre 2011

La fine dell'era Berlusconiana

Berlusconi ha lasciato il governo dopo essersi reso conto che non ha più la maggioranza in Parlamento. Finisce l'era di Silvio Berlusconi, durata ben 17 anni.
L'ex premier fece il suo ingresso in politica nel 1994, riuscendo nel giro di poco tempo, grazie alla popolarità data dalla sua immagine di imprenditore fattosi da solo, a creare un suo partito e trovare moltissimi consensi, soprattutto nel Mezzogiorno. L'obiettivo dichiarato di Berlusconi era quello di arginare un'eventuale vittoria della sinistra e di ricostruire un centro-destra ormai in via di dissoluzione.
Diciassette anni dopo viene scritta la parola fine ad un governo, che se pur con interruzioni dovute alle vittorie dell'opposizione, ha portato avanti l'Italia tra scandali, crisi, corruzione, leggi ad personam, amicizie mafiose e quant'altro...
Berlusconi lascia Palazzo Grazioli tra i fischi, nonostante l'atto di responsabilità che lo ha portato a dare le dimissioni, segno di un diffuso malcontento nei confronti dell'imprenditore milanese.

I dubbi che hanno investito l'Italia in questi giorni riguardavano il futuro della guida del paese: elezioni anticipate o governo tecnico?

Oggi stesso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affidato l'incarico di formare un governo tecnico a Mario Monti, economista, accademico, senatore a vita dal 9 novembre scorso, ex commissario europeo e Presidente dell'Università Bocconi. A lui il duro compito di salvare il paese e gli italiani da quella che sembra una crisi di difficile risoluzione.
L'Europa (BCE e Fmi) spinge per l'approvazione delle cosiddette "misure anticrisi": privatizzazioni, liberalizzazioni, tagli allo stato sociale e alla spesa pubblica.
Queste misure possono arginare la crisi? Oppure servono soltanto per accontentare i piani alti dell'Ue, Merkel e Sarkozy in primis, in modo tale da non ritrovarci fuori dall'Euro?
I tagli allo stato sociale e alla spesa pubblica non finiranno per rendere ancora più critica la situazione degli italiani?
La crisi americana del 1929, una delle più gravi della storia mondiale, non ci ha forse insegnato che per uscire da situazioni come queste si deve fare proprio il contrario? ciò aumentare la possibilità di spesa dei cittadini, dando più lavoro a tutti, aumentando quindi la domanda interna in modo da far girare l'economia?
Una cosa è certa, toccherà a Mario Monti adesso far fronte ai bisogni del popolo italiano, ritrovando una credibilità a livello europeo ormai da anni persa con il governo Berlusconi.
Mi auguro che Monti possa rappresentare per l'Italia quello che Franklin Delano Roosevelt rappresentò per gli Stati Uniti nel '29.

lunedì 1 agosto 2011

L'importanza dei nonni

Come si è arrivati alla società odierna? Cosa ha influenzato l'evoluzione della specie?
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Scientific America il salto nell'evoluzione fu possibile solo quando tre generazioni iniziarono a coesistere.
Una scoperta rivelata dall'antropologa Rachel Caspari della Central Michigan University ci dice che, a causa della bassa aspettativa di vita, prima di 30mila anni fa difficilmente tre generazioni riuscivano a convivere nello stesso momento storico.
A questa data infatti risale la comparsa dei nonni, ovvero anziani di 30 anni, che portavano il loro bagaglio di esperienze al servizio di figli e nipoti.
I nonni, esattamente come oggi, si facevano carico di insegnare ai più giovani il proprio sapere come per esempio le tecniche di caccia, prendersi cura dei figli, sapere dove trovare cibo e riconoscere le erbe velenose.
Proprio grazie alla comparsa dei primi nonni, e quindi alla maggiore longevità, secondo l'antropologa e il suo team, si è riusciti a migliorare la produzione artistica, a rendere gli utensili più sofisticati e ad aumentare la quantità di cibo.
Forse dopo questa scoperta dovremmo rispettare ancor di più i nonni, che con i loro racconti di vita vissuta e le loro raccomandazioni altro non fanno che tramandarci il loro sapere e renderci la vita più semplice, proprio come i primi nonni 30mila anni fa hanno permesso all'Homo Sapiens di vincere la sua battaglia contro l'uomo di Neandertal.

Viaggi nel tempo...possibilità o solo sogno?

Fin dall'antichità l'uomo si è posto delle domande alle quali, grazie all'aiuto del progresso tecnologico e alle scoperte dei grandi scienziati, ha cercato di dare delle risposte.
Una di queste domande, e forse la più affascinante, riguarda il rapporto tra uomo e tempo. Da sempre infatti milioni di persone si chiedono se sia possibile viaggiare nel tempo.

La probabilità di una tale esperienza è legata alla possibilità di superare la velocità della luce, cioè di 300mila Km/s .
Un gruppo di scienziati di Hong Kong ha forse messo definitivamente fine a questo sogno dimostrando, grazie allo studio fatto sulla velocità del singolo fotone, cioè l'unità di base della luce, che effettivamente nulla è più veloce della luce.
L'equipe di ricerca sembra quindi aver confermato la teoria di Albert Einstein sulla velocità della luce nel vuoto e cosi frantumato la speranza di milioni di persone di viaggiare senza alcuna limitazione temporale. Ma sarà davvero cosi? Sarà davvero impossibile, anche in un futuro lontano, superare questo limite? Chi vivrà vedrà...ma intanto iniziate a pensare a quale epoca vorreste far visita nel caso in cui il sogno diventasse realtà.

martedì 19 luglio 2011

Una nuova cura contro i tumori?

Dopo essersi fatto una fama a L'Avana approda in Albania quello che viene chiamato "panacea contro il cancro". Si tratta di un medicinale, il Vidatox C-30, prodotto nell'isola castrista, derivato dall'Escozul, una sostanza di origine naturale estratta dal veleno dello scorpione azzurro che, secondo alcuni dottori cubani, sarebbe un ottimo antinfiammatorio e molto efficace contro una serie di tumori.
Il nuovo medicinale però crea perplessità e fa storcere il naso agli esperti in quanto non è stato sottoposto a test di laboratorio e non vi è traccia del prodotto nè sulle riviste specializzate, nè nelle agenzie del farmaco degli Usa e dell' Ue.
La scelta di distribuire il prodotto in Albania non è affatto casuale, in quanto nel "Paese delle aquile" vigono regole meno restrittive per quanto riguarda la commercializzazione dei farmaci.
 Ha inizio cosi, dopo che il farmaco è passato dall'essere gratuito ad essere a pagamento solo per gli stranieri, il "pellegrinaggio" degli italiani in Albania. Testimonianze di alcuni dipendenti della clinica ci svelano che sarebbero già un centinaio gli italiani arrivati in Albania per acquistare il Vidatox C-30.
Per acquistare il farmaco si deve prenotare la visita attraverso il sito web della società albanese e poi recarsi a Tirana. Al momento della visita un medico legge la cartella clinica e decide il quantitativo di farmaco da far acquistare per la durata di quattro mesi di trattamento. L'operazione costa 55 euro mentre il farmaco, venduto in boccette da 30 millilitri di gocce sublinguali, 98 euro.
Facendo un breve calcolo, considerando la spesa per aereo, albergo, visita e medicinale, e ipotizzando almeno tre spedizioni nell'arco di un anno, si arriva ad una spesa di circa duemila euro annuali per un medicinale che, almeno per ora, dà soltanto speranze e non certezze. Allo stesso tempo però c'è da dire che per la speranza di poter guarire da un tumore che fino a poco tempo fa non lasciava chance al malato vale la pena spendere qualche migliaio di euro...in fondo la speranza è l'ultima a morire.

lunedì 18 luglio 2011

La natura si ribella alla distruzione umana?

La natura può davvero ribellarsi alla distruzione dell'uomo? all'incapacità di vivere a braccetto con l'ambiente circostante senza creare danni irreparabili? La domanda è all'ordine del giorno dopo una serie di "incidenti" alquanto strani e curiosi che hanno interessato le centrali nucleari e i loro reattori.
E' di qualche giorno fa la notizia che un banco di meduse è riuscito, per l'ennesima volta in poco tempo, a bloccare la centrale nucleare di Torness, vicino a Dunbar, in Scozia. Questi esseri gelatinosi hanno infatti intasato i filtri dei reattori fino a provocarne il fermo precauzionale.
Nonostante dalla centrale nucleare assicurino che la popolazione locale non ha corso rischi sorge spontaneo domandarsi come sia possibile che i sistemi di sicurezza atomici vengano messi k.o. da forme di vita cosi elementari. Ma come detto precedentemente eventi simili sono già accaduti coinvolgendo le centrali nucleari di Orot Rabin a Hader in Israele e Shimane in Giappone.
A questo punto rimane da capire la causa di una cosi massiccia presenza di meduse: In molti sostengono che, a causa dell'impoverimento ittico degli Oceani, vengano a mancare i predatori naturali e cosi le meduse possano prevalere. Un'altra corrente di pensiero ritiene invece che la crescita esponenziale delle meduse sia dovuta all'aumento delle temperature degli Oceani che favoriscono il loro habitat riproduttivo.
Qualunque delle due ipotesi si rivelasse vera, la colpa sarebbe da imputare all'uomo e al suo vivere sfruttando e rovinando l'ambiente e quindi potremmo pensare che questi eventi accaduti nell'arco di cosi poco tempo altro non siano che una "vendetta" per i soprusi che l'uomo ha esercitato sugli habitat naturale.

mercoledì 15 giugno 2011

Sono lontani i tempi di Michelangelo e Da Vinci

Come ormai tutti sanno, ed hanno potuto vedere in tv o leggere sul giornale, il 1 Maggio scorso c'è stata la beatificazione di Giovanni Paolo II. Un uomo splendido, ricco di umanità e carisma, di bontà e grandi qualità. A coronamento di una vita all'insegna della Fede, mettendo sempre il bene del prossimo al primo posto, il comune di Roma ha deciso di rendere omaggio a Karol Wojtyla facendo costruire un'opera che gli rendesse omaggio. Il 18 Maggio scorso, in Piazzale dei Cinquecento a Roma, ha visto la luce per la prima volta la statua di bronzo di Oliviero Rinaldi, raffigurante l'ex Pontefice in maniera stilizzata nel gesto di abbracciare un bambino. L'opera, alta 5 metri, è ispirata alla foto scattata nel 2003 nell'aula Paolo VI, in occasione dell'udienza concessa ai membri e collaboratori del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari.

Nonostante l'iniziativa fosse lodevole non è stata immune a critiche e commenti di passanti, politici e media, i quali, in maggioranza, si sono uniti alla corrente di pensiero che vede la statua come un brutto ritratto di Giovanni Paolo II.
Dal canto suo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, apprezza l'opera definendola "bella e suggestiva".
 A tal pensiero però non fanno eco le centinaia di persone, tra le quali turisti, cittadini romani, fedeli e politici, che passando nelle vicinanze di Termini non vanno certo sul sottile commentanto la statua: "Non c'entra con la piazza; Ci fa fare brutta figura con i turisti; Non gli somiglia affatto; Il volto somiglia molto di più a Papà Giovanni XXIII". E ancora a gran voce: "Sembra una garitta dei militari, peraltro sventrata; Di notte diventerà rifugio per i senza casa".
Per fortuna c'è anche chi, la minoranza, la pensa in maniera diversa: "Ci vedo dentro il suo grande cuore; L'arte è una cosa soggettiva. può piacere o meno, l'importante è ricordare le grandi opere fatte da Giovanni paolo II, e a me questa statua le ricorda".
Sandro Brogaglio, critico dell'Osservatore Romano, getta benzina sul fuoco sostenendo che "il risultato non sembra essere all'altezza dell'intento".
A Brogaglio risponde seccato il sovrintendente Umberto Broccioli: "L'Italia è un paese di tecnici di calcio e critici d'arte".
Viene proposta allora da Gianni Alemanno l'idea di ascoltare il parere della gente, magari attraverso un referendum online che tasti il più possibile il malumore dei cittadini nei confronti della già famosissima statua.
Prosegue però con le accuse Monsignor Iacobone che dice: "Quando il bozzetto di quest'opera è stato visto per l'approvazione presentava una simbologia molto più evidente; Quella che oggi sembra una campana, era un tabarro rosso aperto in modo naturale, sotto il quale Giovanni paolo II avrebbe simbolicamente accolto i fedeli di Roma e del Mondo".
Seguono i commenti dei Papaboys che si definiscono - enormemente perplessi di fronte all'inadeguatezza della statua - e di Pieferdinando Casini, leader dell'UDC che sostiene quanto l'opera non faccia onore alla città.
Ecco riassunta la vicenda della statua che doveva celebrare la beatificazione di Giovanni Paolo II circa un mese fa. Ad oggi infatti ,15 Giugno, la statua è ancora visibile in Piazzale dei Cinquecento cosi come ancora sono presenti gli sguardi scettici e i commenti delusi dei passanti che, arrivati li, si aspetterebbero tutt'altra opera.
Forse ha ragione il sovrintendente Umberto Broccioli dicendo che in Italia tutti crediamo di essere tecnici di calcio e critici d'arte ma allora dovrebbe anche dire che l'Italia è un paese segnato nel profondo da decenni di immobilismo decisionale e operativo, nei quali sono stati fatti pochissimi passi avanti e moltissimi passi indietro. Dovrebbe dire che l'Italia è arrivata ad un punto tale da non riuscire neanche a rimuovere in tempi brevi una statua che in pochi genera l'effetto che ci si aspettava. Credo che nel nostro paese non tutti abbiano le conoscenze adatte a intraprendere una di quelle due professioni citate da Broccioli, ma so per certo che non molti sono più adatti dei cittadini italiani a commentare, osservare e magari criticare un'opera d'arte essendo nati, cresciuti e vissuti in uno dei paesi più belli e ricchi, culturalmente e paesaggisticamente, del mondo.
Detto questo, più mi guardo intorno in quest'Italia e più invidio i tempi dei grandi Michelangelo e Da Vinci, artisti veri, capaci con la propria fantasia e bravura di toccarti dentro e affascinare generazioni di persone. Invidio quelle opere fatte in un altro tempo ma di una tale bellezza da essere ancor oggi vere e proprie mete per i turisti...e non per le diatribe tra sindaci, politici, uomini di fede e quant'altro.
Sono lontani i tempi di Michelangelo e Da Vinci...