I sondaggi delle ultime settimane avevano illuso gli italiani che il Movimento di Beppe Grillo potesse raggiungere e superare il Partito democratico, cosi non è stato.
Nessuno, in primis Matteo Renzi, si aspettava un risultato cosi positivo, una vittoria cosi schiacciante, un sostegno elettorale cosi ampio.
Le piazze gremite di persone inneggianti il nome di Grillo, le parole rilasciate dai massimi esponenti pentastellati, la sicurezza ostentata portando avanti l'hashtag #VinciamoNoi ci hanno fatto pensare che il sorpasso fosse più che possibile. Forse proprio questo ha impedito al Movimento 5 Stelle di confermare l'ottimo risultato delle politiche 2013. Gli italiani, forse, hanno avuto paura di cosa sarebbe successo nel caso in cui Grillo-Casaleggio si fossero affermati come il primo partito. Il popolo del Bel Paese ha preferito affidarsi alle parole del giovane Presidente del Consiglio, dare fiducia a chi, dopo tanti anni di sole promesse, ha rimesso soldi nelle loro tasche (i famosi 80 euro). Le parole di speranza e di positività hanno trionfato sugli insulti, sulle urla, sulla rabbia, sul disfattismo.
Se possiamo tranquillamente affermare che Renzi è un campione nella comunicazione con la gente, altrettanto sicuri possiamo sottolineare che qualcosa nell'M5s non ha funzionato. Innanzitutto, l'errore più grande è stato quello di caricare di aspettative queste elezioni. Se Grillo si fosse limitato a prospettare una conferma del risultato dello scorso anno, tutto sarebbe stato diverso. Se non altro non si sarebbe esposto agli inevitabili sfottò del giorno dopo.
Poi, l'intervista di Grillo a Porta a Porta non credo abbia sortito l'effetto desiderato dal comico genovese. In quella chiacchierata con Bruno Vespa, Beppe ha dimostrato tutti i suoi limiti e la sua non idoneità alla politica. Si è limitato a dire che avrebbe raggiunto il 51%, senza specificare cosa ne avrebbe fatto ("Voglio il 51%, non mi interessa il dopo.."); ha affermato di voler chiudere l'Expo perché tutti mafiosi (generalizzazione non da poco) senza considerare chi sta lavorando a quel progetto, i rapporti con i paesi esteri e i guadagni che tale opera porteranno in termini di turismo e visibilità; ha dichiarato di voler bloccare la costruzione degli F-35 (in parte anche giustamente), ancora senza considerare le persone che ci stanno lavorando; e potrei continuare...
Infine, la conduzione generale della campagna elettorale, fatta sulla base dell'attacco personale, dell'insulto, della distruzione del sistema esistente, senza presentare uno straccio di proposta credibile né a livello europeo né a livello italiano.
Il motto "tutti a casa" funziona fintantoché si rappresenta un voto di protesta, lo specchio di un malcontento. Nel momento in cui si entra nelle istituzioni e si vuole ingrandire il bacino di elettori fino ad arrivare al governo, si devono mettere in campo idee e credibilità. Cose che il Movimento 5 stelle non possiede o non è riuscito a far trasparire. I 3 milioni di voti persi possono essere frutto di un anno in cui a livello amministrativo l'M5s ha combinato mezzi disastri, mentre a Roma si è limitato a fare opposizione su (quasi) tutto nonostante in Parlamento ci fossero oltre 160 pentastellati.
Adesso, in seguito alle parole di Grillo ("se non vinco lascio la politica"), vedremo se il comico è realmente diverso da quelli che lui stesso attacca ed etichetta come incoerenti. Altrimenti, agli occhi degli italiani sarà visto come tutti gli altri e il suo consenso rischia di ridursi ulteriormente.
Tornando alla strepitosa vittoria di Renzi, quello di ieri è un risultato che lo consegna ai libri di storia: mai un partito di sinistra aveva conquistato tanti elettori. Adesso, però, la strada dell'ex sindaco di Firenze è ugualmente irta e piena di ostacoli. Il suo grande consenso deriva anche dal logoramento dei suoi alleati di governo (Ncd e Sc) che perdono inevitabilmente forza e permettono di fatto la trasformazione dell'esecutivo in un monocolore Pd.
Quindi, se da un lato le elezioni hanno dato legittimazione popolare e forza a Renzi, dall'altra lo indeboliscono perché il triste e inesorabile risultato di Forza Italia rischia di mettere in dubbio l'alleanza stretta pochi mesi fa con Berlusconi sulle riforme da fare (prima su tutte quella elettorale). Vedremo quale dei due effetti avrà la meglio sull'altro.
Da segnalare l'inatteso risultato della Lega Nord: raggiunge il 6,2% e manda 5 eurodeputati a Bruxelles. Una vittoria che è figlia soprattutto del lavoro di Matteo Salvini che, costantemente presente sui media, ha portato avanti la sua idea di uscire dall'euro senza se e senza ma.
Quelli appena passati, però, non sono stati importanti solamente per il nostro paese. Anche nel resto d'Europa si è andati alle urne, registrando alcuni risultati sorprendenti. In Francia Marine Le Pen trionfa toccando il 26% e schiacciando i socialisti di Hollande al di sotto del 14%. Il partito del Presidente in carica è distaccato ben 10 punti dal Front National e potrà mandare soltanto 13 deputati nell'Europarlamento.
Nel Regno Unito dalle urne esce forse il risultato più clamoroso: vince Nigel Farage con il suo partito antieuropeista Ukip.
In Germania la cancelliera Angela Merkel vince ma perde consensi. Schultz fa balzare in avanti i socialisti.
Con l'eliminazione dello sbarramento all'ingresso del parlamento europeo, anche il partito neonazista dell'Npd (1%) avrà un rappresentante a Bruxelles.
In Grecia svetta Alexis Tsipras (europeista critico), lista che anche in Italia ha raccolto consensi.
A sorpresa in Olanda vince il partito xenofobo Pvv di Geert Wilders, contrariamente a quanto previsto dagli exit pool.
In Danimarca l'estrema destra del Danish people party fa il botto: primo partito davanti ai socialdemocratici.
In Ungheria si attestano secondi gli antisemiti di Jobbik
I separatisti di Esquerra Repubblicana si affermano come primo partito in Catalogna.
Una particolarità di queste elezioni è il fatto che ovunque vincono i partiti all'opposizione, tranne in Germania e in Italia.
La domanda che adesso dobbiamo porci è se il boom degli euroscettici porterà ad una grande coalizione tra Ppe (212 seggi su 751) e Pse (185).
Una cosa è certa: la Merkel è sola al comando dell'Europa. Con la sconfitta di Hollande in Francia e dei capi di Spagna e Inghilterra, infatti, sono venute meno le condizioni necessarie per formare un'alleanza in grado di contrastare la politica dell'austerity imposta dalla Germania. Fare sedere qualche deputato euroscettico in più in Parlamento non risolverà granché. Per salvare questa Europa sarebbe stato necessario creare un blocco di paesi abbastanza forti da poter dire la loro e andare contro Angela Merkel. Adesso rimane soltanto l'Italia di Renzi, che non dimentichiamoci è il paese più indebitato tra le grandi nazioni, e quindi impossibilitato a far cambiare rotta all'Europa. C'è da aspettarsi che il dominio tedesco continui indisturbato.
Visualizzazione post con etichetta Casaleggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Casaleggio. Mostra tutti i post
martedì 27 maggio 2014
ELEZIONI EUROPEE: Trionfa Renzi !!
Etichette:
Austerity,
Berlusconi,
Casaleggio,
Elezioni Europee,
Europa,
Farage,
Front National,
Grillo,
Hollande,
Le Pen,
Lega Nord,
Merkel,
Partito democratico,
Politica,
Renzi,
Salvini,
Ukip,
Unione Europea
Ubicazione:
Florence, Italy
domenica 2 febbraio 2014
Una riflessione su Grillo e il M5S
Premetto che la mia non vuole essere in alcun modo una difesa al Pd, a Renzi o a qualunque altra parte politica attualmente o in passato in gioco. In questi giorni ho letto di tutto e di più sui social networks e mi sono sinceramente stancato delle tante sciocchezze del e sul Movimento5Stelle.
I punti su cui dibattere sono davvero molti:
- Iniziamo dal modus operandi Grillino e la legge elettorale.
La politica, fin dai tempi
della Grecia, è fondata sull'accordo, sul compromesso. Grillo (e di
conseguenza i grillini) pensa di poter fare tutto da solo: fonda un
movimento, manda un centinaio di ragazzotti in Parlamento, rifiuta
ogni confronto televisivo (e non) con gli altri partiti politici e
spera di poter cambiare le cose. E' scemo lui o chi ci crede?
Se Grillo
voleva davvero cambiare le cose perché non si è seduto ad un tavolo
con Renzi (o con Bersani a suo tempo) per trovare dei punti di
incontro? Mi direte, non possono esserci punti in comune tra queste
due parti politiche. Non è corretto. Per quanto diversi in ideologia
o programma, ci sono sempre, in presenza di una volontà comune,
delle decisioni che trovano il consenso di tutti. Ci sono alcuni temi
su cui si può e si deve dibattere insieme per il bene del paese.
Questo, Beppe Grillo lo ha evitato accuratamente, sbagliando a mio parere.
Inutile che adesso se ne esca con una legge elettorale tutta sua (del
Movimento). Come può passare in Parlamento dove non ha i numeri
necessari? Tutto questo a mio parere dimostra l'intento di non migliorare le cose ma
soltanto di far credere ad una parte degli italiani che lui è il
bene e tutti gli altri il male.
Molti, ormai da giorni, vanno ripetendo
che la nuova legge elettorale è atta ad escludere i pentastellati. Può essere. Certamente può essere migliorata. Tra i credi politici di Renzi, e chi l'ha seguito nell'esperienza
fiorentina (non per forza votandolo ma anche solo ascoltandolo) lo sa
perfettamente, c'è la ferma convinzione di importare il modello
americano, dove due partiti (Democratici e Repubblicani) si
oppongono. E' un modello veramente importabile nel nostro paese? Questo non lo so. Sta di fatto che oggi il nostro non è un sistema bipolare, bensi almeno tripolare (Pd, FI e M5S). Personalmente sono stanco di vedere decine di
piccolissimi partiti che prendono qualche voto (quindi soldi), alcuni
dei quali finiscono in Parlamento contribuendo a rallentare, ancor di
più, la già immobile macchina politica italiana. Sono favorevole quindi ad
un meccanismo grazie al quale il piccolo partito non può più
giocarsi l'arma del ricatto.
- Sul pessimo show in Parlamento di qualche giorno fa.
Sono completamente in linea con chi ritiene uno schifo i
7,5 miliardi di euro dati alle banche. Su questo non ci piove. Purtroppo non è la prima volta che ci troviamo di fronte a delle "porcate" simili. E temo non sarà l'ultima. Detto
questo, però, credo fortemente che la forma sia sostanza. E'
innammissibile che un'aula del parlamento italiano, luogo deputato a
legiferare e quindi decidere il futuro del nostro paese, si trasformi
in un pollaio. Trovo indecenti le frasi urlate da alcuni parlamentari
grillini alle donne del Pd: "Siete qui perché siete brave a
fare i p.....i !!". Le avrei ritenute inaccettabili anche se
rivolte ad altri espondenti politici, sia chiaro. Credo che nel
momento in cui un parlamentare scade nella violenza e nell'offesa
verbale perda ogni qualifica per far sentire la propria voce ed
opinione; Ritengo che il fine non giustifichi in alcun modo i
mezzi usati. Il comportamento dei pentastellati è assolutamente da
censurare, come lo sono stati altri in passato provenienti da diverse
formazioni politiche. Se si ha difficoltà di controllo del proprio comportamento e del proprio linguaggio, forse sarebbe meglio non entrare in parlamento. In Italia e in pochi altri paesi al mondo è possibile vedere spettacoli cosi tristi in un luogo istituzionale.
- Sulla storia dei condannati.
Ritengo
troppo a buon mercato l'applauso strappato con banalità di fronte alle telecamere. Troppo
facile dire "i condannati in Italia non possono fare i bidelli
ma possono legiferare". Nonostante sia d'accordo sul vietare l'ingresso in Parlamento ai condannati. Lungi da me difendere Berlusconi, chi mi conosce
lo sa, però credo che se si vuol essere paladini della verità e
della correttezza dovremmo anche dire che il Movimento5Stelle ha come
suo leader (e non ditemi che sono i 9 milioni di italiani, è una frottola bella e buona) un signore
che l'8 Aprile 1988 è stato condannato in via definitiva per
omicidio plurimo colposo. Questo signore ha fondato il movimento, lo
dirige dettando regole e influenzando (chi possiede un minimo di
onestà intellettuale lo ammetterà) il comportamento dei "ragazzi"
che sono in Parlamento. Nonostante questo, il buon Grillo chiede (giustamente) un
parlamento pulito. Non vi sembra che quanto sta facendo Berlusconi sia molto simile a quanto fa Grillo? Secondo me si.
- Capitolo Internet.
La Democrazia di
Grillo si fonda sull'uso spasmodico e assoluto di Internet. Lui,
insieme a Casaleggio (di cui parleremo tra un attimo), ritiene che la
rete sia la panacea di tutti i mali, il modo per arrivare ad un
incremento del demos del popolo, la cosiddetta Democrazia diretta.
Vorrei innanzitutto sottolineare
come l'uso del solo Internet escluda tutta una parte di popolazione
che non usa la rete. Inoltre, anche la rete può essere usata in
modo non democratico (vedi la consultazione di alcune settimane fa,
aperta e chiusa da Grillo nel giro di poche ore, facendo votare soltanto una
piccola parte degli iscritti al Movimento).
Infine, vorrei porvi una
domanda: Credete davvero che l'uso di Internet nel modo in cui
lo intendono Grillo e Casaleggio sia positivo per il nostro paese e per la sua politica?
Forse risulterà impopolare ciò che sto per dire, ma la linea del
comico genovese è molto pericolosa: Io difendo la Democrazia, ci
mancherebbe altro, però credo che occorrano dei limiti e delle
regole. Se diamo totale potere decisionale agli italiani il rischio è
che questo paese finisca in un baratro ancor più profondo di quello
in cui si trova al momento. Non dimentichiamoci che Democrazia
diretta significa dare potere decisionale a tutti, significa far
decidere TUTTO a TUTTI, senza più distinzione tra ortolani e ingegneri, architetti e carabinieri. In poche parole senza più far distinzione tra chi la politica l'ha studiata (e magari
praticata sul campo) e chi non. Democrazia diretta significa confidare che le
persone che nel 1946 hanno espresso volontà di mantenere la
Monarchia, anziché optare per la Repubblica, si siano svegliate.
Democrazia diretta significa che chi vota per il proporzionale
conosce la differenza tra questo ed un maggioritario. Sono semplici esempi ma potremmo
continuare all'infinito. Gli italiani, purtroppo, sono un popolo di capre (per
citare il sempre divertente Sgarbi), e la tendenza è
all'imbarbarimento, non certo all'innalzamento della cultura
individuale. Il compito di educare i giovani, prima spettante alla scuola, è stato soppiantato da quello di divertire, di svagare. Sempre più centralità hanno televisione (la cattiva televisione), social networks, spettacolarizzazione e banalizzazione di tutto. La cultura scritta è stata quasi completamente dimenticata dai più giovani.
Purtroppo, di fronte ad una richiesta di maggior demopotere, non corrisponde un uguale aumento di demosapere. Quindi, avanti con la democrazia, avanti con le
decisioni popolari, purché si tenga bene a mente tutto questo e si lavori per aumentare la capacità di compiere scelte
giuste per il paese, derivante soltanto dall'ampliamento della
conoscenza su quelli che sono i temi e i problemi
politici dell'Italia.
Se il Movimento5Stelle lavorasse per questo, sarei pienamente d'accordo...purtroppo non mi sembra il caso.
- Concludo con Casaleggio.
Il
personaggio in questione è conosciuto, ha la fama di essere
alla base della filosofia pentastellata ma raramente concede
interviste o rilascia dichiarazioni. Girando un pò in rete, potete
trovare la sua visione del futuro: "GAIA" e "PROMETEUS". Sono due video realizzati dalla "Casaleggio e Associati" nei quali viene prospettato un nuovo ordine mondiale, nato in seguito alla terza guerra
mondiale (con milioni di morti), che si baserà totalmente sull'uso
della rete. Chi non si adeguerà, rimarrà fuori da questa società.
Personalmente trovo agghiacciante tutto ciò. Non sono l'unico a pensarla cosi:
Philippe Daverio, per chi non lo
conoscesse è un critico d'arte e conoscitore di storia, ha
paragonato qualche giorno fa la propaganda di Casaleggio ai discorsi
fatti nella Germania del 1933...guidicate voi!!
Tornando al M5S, troverei coerente che un movimento che predica trasparenza facesse chiarezza su quelli che sono i rapporti che legano Grillo-Casaleggio-M5S.
Etichette:
Beppe Grillo,
Casaleggio,
Democrazia,
Grillini,
Internet,
M5S,
Movimento5Stelle,
Parlamento,
Pentastellati,
Politica,
Politica italiana
Ubicazione:
Florence, Italy
Iscriviti a:
Post (Atom)